… un giorno

Luglio 11, 2008

Un giorno mi sono accorto che la mia vita era cambiata.

Sono sicuramente una persona che ha tutto nella vita… salute, famiglia, bellezza, denaro, intelligenza (forse… non la modestia)… eppure quel giorno mi sono accorto che tutto ciò che avevo contava poco…

Ed è un pensiero da stronzo bastardo… per chi come me ha moglie e due figli.

Ma la vita è imprevedibile e l’amore ancor di più… non fraintendetemi, amo i miei due pargoli e farei di tutto per loro, ma sono uomo oltre che padre…

Che conflitto eterno per chi, come me, non è più innamorato della propria compagna e ha completamente perso la testa per una splendida creatura.

Ma, torniamo a quel fatidico giorno… il giorno in cui tutto è successo. Un giorno all’apparenza come tutti gli altri, fatto di casa, viaggio e lavoro. Di riunioni a fiume, quelle in cui ci si perde, in cui si parlano di cento cose, si prendono mille decisioni (a parole) e duemila azioni (sempre a parole). Un giorno trascorso tra colleghi, in cui lei era lì. Accanto a me.

Non era la prima volta… eh sì, perchè, ovviamente, siamo colleghi (“eccolo lì, il solito bastardo che tradisce la moglie con la collega di lavoro“)… e che colleghi… super top manager… giovani in carriera…

Beh, almeno lei lo è di sicuro in carriera… io sono più “figlio di papà“… eh sì, perchè, ovviamente, sono anche figlio del capo (“eccolo lì, il solito figlio di papà bastardo, stronzo e fannullone che si fa le dipendenti“)…

Insomma, quel giorno, mi sono accorto di amarla. Di amare quella collega con cui condividevo le riunioni e con cui fino ad allora nulla c’era stato se non qualche pranzo insieme… per lo più con altri colleghi.

Che cosa mi sia successo quel giorno non lo so. Ho sempre pensato che fosse una donna in gamba, una di quelle con due palle così (“eccolo lì, il solito debosciato, figlio di papà, stronzo, bastardo e fannullone che non ha attributi propri“)… ma è anche tremendamente sensuale.

Mille volte mi chiedo perchè quel giorno il mondo si sia capovolto.

Sicuro, tra me e mia moglie le cose non andavano benissimo, ero stressato per mille motivi… in fondo dimostrare di non essere “figlio di papà” non è un lavoro comodo come tutti pensano… soprattutto per la propria salute mentale. Peggio ancora se sei il più piccolo in una famiglia di geni…

Ma che cappero mi sia successo quel giorno ancora non lo so.

… adesso sono nei casini … e non so come uscirne … perchè l’unica uscita che vorrei è fatta dalla mia dolce Elly e dai miei due pargoli… una strada che per molti versi è impossibile senza distruggere la vita di qualcuno… e non solo quella di mia moglie.

Quel giorno era l’11 Dicembre 2007

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